Finisce alla Procura dei minorenni dell’Aquila il caso della coppia anglosassone che cresce tre figli in un vecchio casolare a Palmoli, nel Vastese: grave pregiudizio per l’assenza di scuola e cure mediche.
Un vecchio casolare isolato in un bosco del Vastese, è la casa dove una coppia di origine anglosassone cresce i propri tre figli: una bambina di otto anni e due gemelli di sei.
I piccoli non frequentano la scuola e non risultano seguiti da un pediatra.
La situazione, definita dai magistrati come di “grave pregiudizio”, ha portato la Procura per i minorenni dell’Aquila a chiedere l’intervento immediato del Tribunale, sollecitando l’affidamento dei bambini ai servizi sociali e la limitazione della responsabilità genitoriale.
La magistrata Angela D’Egidio ha richiesto anche perizie psicodiagnostiche sulla coppia.
La vicenda è emersa per caso nell’ottobre 2024, in seguito all’intervento di Carabinieri e sanitari per un’intossicazione da funghi.
Un sopralluogo successivo ha confermato le precarie condizioni abitative.
La famiglia, difesa dall’avvocato Giovanni Angelucci, rigetta ogni accusa.

I genitori sostengono che si tratti di una scelta di vita consapevole, richiamando modelli di “un-schooling” e di pedagogia alternativa ispirati a Rousseau e Thoreau, volti a “preservare il rapporto uomo e natura”.
L’avvocato chiarisce che il nucleo è economicamente indipendente e non presenta “disagio o devianze” tipiche di altre situazioni.
Nonostante i servizi sociali abbiano proposto un progetto minimo (cure e frequenza scolastica), i genitori si oppongono, presentando certificati e perizie a supporto della loro scelta.
Il Tribunale ha fissato un’udienza per dirimere il delicato conflitto tra l’obbligo legale e la libertà educativa.

