Approvato con 13 voti della maggioranza.
«Credo che il Consiglio Comunale – e io sono soddisfatto di questo – abbia espresso una serie di posizioni e di dinamiche certamente interessanti. Dei comuni della Provincia di Chieti forse l’unico che si è riunito per parlare della legge di riforma del sistema idrico integrato è il nostro.»
Così il sindaco Filippo Paolini nel suo intervento al Consiglio comunale straordinario tenutosi martedì 19 maggio, alle 18, per discutere della riforma del sistema idrico integrato. Presente anche il presidente della Sasi Nicola Scaricaciottoli, che ha illustrato gli aspetti salienti del progetto che prevede l’aggregazione in forma consortile di Sasi, Aca e Saca.
Com’è noto, infatti, il 31 dicembre 2027 è la data cruciale in cui scadranno le concessioni in essere (Saca, Sasi, Aca, Ruzzo Reti spa e Consorzio Acquedottistico Marsicano, mentre il 31 dicembre 2031 Gran Sasso Acqua Spa) e si procederà al riordino del Servizio Idrico Integrato, con la riduzione dei gestori, che non potranno essere, comunque, superiori al numero delle province.
Il sindaco ha ribadito la complessità dell’argomento e l’importanza di prendere una posizione,
di esprimere eventuali osservazioni e contributi in materia, così come sollecitato dall’ANCI Abruzzo con comunicazione dell’11 maggio scorso. Il primo cittadino ha sottolineato il valore di fornire delle linee guida alla Regione Abruzzo, che dovrà riunirsi il 26 maggio prossimo e decidere il da farsi.
L’Assise civica ha, quindi, stilato un documento di indirizzo, approvato con 13 voti favorevoli, 1 contrario (Cotellessa) e 4 astenuti (Aruffo, Galati, Marongiu e Verna). In verità l’opposizione ha condiviso l’idea e la sostanza dell’ordine del giorno, riferisce in una nota l’Amministraizone comunale, proponendo un emendamento (che, però, messo ai voti, non è stato accolto) dove si specificava che
la scelta migliore per il Comune di Lanciano e la sua partecipata Sasi sarebbe stata quella dei due sub ambiti.
Il documento, partendo dal fondamento che sia necessario che la legge regionale in materia venga approvata nel più breve tempo possibile, al fine di evitare di procedere a gara pubblica per l’affidamento della gestione del sistema idrico integrato, fissa alcuni punti sostanziali: primo fra tutti che l’acqua è un bene pubblico universale e il modello di gestione pubblica del servizio deve essere difeso e consolidato; si sottolinea che la riorganizzazione del servizio deve essere in house; il documento evidenzia l’importanza dei principi di efficienza, efficacia ed economicità come cardini per garantire la sostenibilità della gestione pubblica anche a tutela dei livelli occupazionali, con l’inserimento di una clausola sociale a tutela di tutto l’attuale personale dipendente, con qualsiasi qualifica, dagli attuali gestori; le tariffe devono essere omogenee su tutto il territorio regionale; all’interno delle eventuali ASSI (Assemblea dei Sindaci) che si andranno a costituire, il documento esplicita che la rappresentanza sia proporzionale al numero degli abitanti, al numero di utenze servite, all’estensione della rete idrica e all’estensione territoriale; sia dettagliata una mappa aggiornata degli eventuali sub-ambiti che verranno costituiti e l’individuazione del gestore dell’ambito di riferimento, qualsiasi decisione dovrà essere assunta a tutela del territorio frentano e, in particolare, della Sasi,
la cui sede legale operativa e amministrativa deve restare a Lanciano;
all’esito della decisione in merito all’ambito/sub-ambiti di gestione, venga predisposto e reso noto il piano degli investimenti programmati per reti, impianti di depurazione e opere di mitigazione delle perdite idriche con cronoprogramma e fonti di finanziamento, al fine di evitare le perdite, che ad oggi sono più del 50%, tenendo conto della preliminare necessità di digitalizzazione delle reti.

