Pescara, 23 aprile 2015 – “Non ha prodotto gli esiti auspicati il confronto, tenuto ieri, tra la delegazione Uil Trasporti e la Direzione generale della Ferrovia Adriatico Sangritana, per esperire il primo tentativo di conciliazione, a seguito dell’apertura della prima fase di conciliazione prevista dalle norme della legge sulla regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali. Una vertenza che fonda le sue motivazioni principalmente su due elementi: la mancata apertura della discussione per la definizione del premio di risultato e la situazione di oggettiva difficoltà in cui si trova ad operare il personale del settore ferroviario dell’azienda”. A riferirlo è il segretario regionale della Uil Trasporti, Giuseppe Murrini, in un comunicato stampa, all’indomani della riunione alla quale ha partecipato, presieduta dal Direttore denerale Benito Marcanio. “La riunione ha avuto inizio con la discussione delle motivazioni alla base dei ritardi sull’apertura del confronto sul premio di risultato e registrato una sostanziale disponibilità dell’azienda, che ha anticipato la possibilità, salvo contrario avviso del Consiglio di Amministrazione, di procedere con il riconoscimento di una anticipazione immediata e con un successivo conguaglio con le retribuzioni del mese di maggio – riferisce inotre Murrini -. Si è passati, quindi, ad esaminare le questioni più strategiche poste a base della vertenza riferite alle attività di trasporto ferroviario esercitate dalla FAS sia in ambito TPL che di trasporto merci. I rappresentanti aziendali Francesco Ciarelli e Domenico De Ritis hanno evidenziato che la dotazione organica del settore ferroviario viaggiante e manutenzioni linea/rotabili risulta essere totalmente insufficiente per gli attuali livelli di produzione e che le modalità di turnazione, adottate unilateralmente dall’azienda (che non ha inteso recepire le segnalazioni di parte sindacale), si sono rilevate totalmente inadeguate e stanno determinando stress psico-fisico al personale interessato, stante l’incapacità dell’azienda persino a concedere i riposi, le ferie ed i permessi di legge per non sopprimere servizi”.
“La O.S. ha, quindi, rimarcato le precedenti ripetute molteplici richieste di inserimento di nuovo personale ma anche apprezzato e condiviso la recente assunzione di sei macchinisti, già con contratto di formazione, evidenziando però che tale provvedimento è insufficiente a colmare le reali necessità aziendali – prosegue Murrini nella nota -. Tra l’altro le criticità derivanti dalla mancanza di personale determinano un ingiustificato aumento di costi di produzione per l’azienda alla luce del ricorso, nell’espletamento dei servizi, anche al personale dell’unità Formazione ed al personale dell’unità Gestione Turni notoriamente inquadrato in posizioni ben più onerose delle qualifiche operative del settore viaggiante”.
“Solo grazie all’alto senso di abnegazione del personale tutto, hanno affermato Ciarelli e De Ritis, si stanno effettuando i livelli di produzione in essere ma – avverte Murrini – la situazione è divenuta insopportabile e non può essere protratta perché ciò potrebbe inficiare i livelli di sicurezza e lo standard qualitativo dei servizi resi. E le criticità operative derivanti dalle scoperture d’organico riguardano anche settore manutenzione rotabili che non riesce più nemmeno a soddisfare le necessità d’emergenza quotidiane; conseguentemente sono rimaste anche sospese le azioni di revamping eseguite nell’officina aziendale dei treni ALN776 con conseguenti difficoltà nell’esercizio e danno economico per l’azienda. Infine anche nel settore manutenzioni dell’infrastruttura ferroviaria, ove sono state avviate numerose attività per il ripristino della tratta interna, è necessaria la disponibilità di maggiori risorse umane, stante la necessità di intervento nelle tratte in esercizio”.
“E’ una situazione paradossale – dichiara il segretario generale UILT Abruzzo Giuseppe Murinni – ci troviamo di fronte a delle oggettive necessità di forza lavoro che interessano vere attività produttive. Opportunità queste che però vengono immotivatamente negate ai tanti disoccupati (giovani e non) della regione. Abbiamo infruttuosamente discusso, con la precedente giunta regionale, su questi temi per tutta la legislatura registrando solo dinieghi pretestuosi; adesso finalmente il Presidente Di Nardo è riuscito recentemente a far trasformare a tempo indeterminato il rapporto di lavoro dei sei macchinisti già in formazione lavoro ma questo è insufficiente. Le linee di sviluppo delle attività su ferro e l’annesso piano degli investimenti, da ultimo illustrate nel corso dell’incontro tenuto in data 20 c.m. dal Presidente di ARPA D’Amico, programmano un ulteriore aumento delle attività su ferro che però non si concilia con la dotazione organica in essere. E sulle attività ferroviarie di Sangritana, si consideri, potrebbero trovare anche utile impegno eventuali unità ritenute in esubero a seguito della fusione societaria in corso per la nascita dell’azienda unica. Si consideri infine – continua Murinni – che le peculiarità del personale da adibire a servizi ferroviari sia del settore esercizio che manutenzione impongono un preventivo periodo di specifica formazione interna che necessità di tempi di medio e lungo periodo e pertanto se la Regione Abruzzo intende mantenere e/o ampliare le attività della propria impresa ferroviaria deve necessariamente procedere con immediatezza nel reclutamento di nuovo personale almeno nelle qualifiche che possono essere immediatamente operative: addetti dell’officina, manovratori e manutentori linea. Quest’incontro – conclude Murinni – ha avuto un esito negativo stante la dichiarazione del rappresentante aziendale che le decisioni, in particolare sull’assetto del personale, in questa fase della fusione non possono trovare soluzione in ambito aziendale. La vertenza, pertanto, si sposterà dal Prefetto previo interessamento del sottosegretario con delega ai Trasporti D’Alessandro, stante l’insostenibilità ed esasperazione da parte del personale adibito alle attività ferroviarie dei ritmi e turni di lavoro cui è sottoposto. Ci aspettiamo la medesima sensibilità che la politica e l’azienda hanno dimostrato sulle necessità di personale viaggiante del settore gomma. Ovvio che, in mancanza di risposte concrete, l’ultima possibilità per ottenere ascolto è il ricorso all’astensione dalle attività sia sul TPL che sulle merci; eventualità che vorremmo evitare – conclude Murrini – ma che siamo pronti ad attuare. Sei anni di attesa, di pazienza e senso di responsabilità su questi temi sono ormai troppi”.
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