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Sparatoria a Lanciano: i quattro albanesi restano in carcere

Aprile 22
16:18 2021

Il gip ha deciso



Lanciano (Chieti): sparatoria di domenica sera, i quattro albanesi restano in carcere.

“Estrema gravità dei fatti” e “pericolo di recidiva criminosa”: così il Gip del tribunale di Lanciano (Chieti) Massimo Canosa conferma la permanenza in carcere per Altin Pojana, 39 anni, residente a Fossacesia, Amarildo Ferko, 23 anni, residente ad Altino, e Florenc Kurti, 25 anni, e Behar Gjoka, 22, residenti entrambi in località Selva di Altino. 

Seconda giornata di interrogatori in videoconferenza per gli albanesi arrestati domenica sera dai carabinieri della Compagnia di Lanciano, poiché ritenuti responsabili di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi, in concorso tra loro. I quattro si erano scontrati con un altro gruppo di connazionali, in un’area appartata della vecchia zona industriale della città, per un presunto regolamento di conti, scaturito da una precedente lite per futili motivi.

Qui Pojana, secondo le testimonianze raccolte dai militari, sparò due colpi di pistola (non ancora recuperata), uno dei quali ha colpito alla schiena K.O. 29enne, residente a Lanciano, che rischia danni permanenti con la paralisi delle gambe. 

Tutti e quattro gli indagati, difesi dagli avvocati Gaetano Pedullà, Camillo e Mario La Morgia, e Silvana Vassalli, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Una linea difensiva dettata dal fatto, precisa l’avvocato Pedullà al Tgmax, che non è stato ancora possibile conferire con i rispettivi assististi, rinchiusi nei penitenziari di Pescara, Vasto e Isernia.

Nel mentre, le difese hanno presentato la documentazione di lavoro degli albanesi, con contratti e buste paga “a conferma che non sono inoccupati” e, nel caso di Pojana, anche il pagamento del mutuo per la casa. Circostanze, precisa l’avvocato Pedullà, che indicano il non pericolo di fuga.

Le difese avevano anche chiesto i domiciliari, per consentire agli indagati di recarsi al lavoro ma il gip ha rigettato la richiesta, ritenendo prevalenti le condotte delittuose.