La replica del sindaco alla minoranza.
Il dibattito sull’abbattimento degli otto tigli in via Rosato, avvenuto all’alba di sabato a Lanciano,
fa ancora discutere la città.
Il sindaco Filippo Paolini replica alle accuse del centrosinistra, precisando che
l’intervento deriva da una variante al Piano Regolatore Generale approvata dalla precedente amministrazione Pupillo.
Intervistato dal Tgmax, il primo cittadino chiarisce che il progetto originario, risalente al suo mandato terminato nel 2011, prevedeva due palazzi più alti invece delle tre palazzine in fase di realizzazione,
scelta che ha comportato il maggior consumo di suolo oltre all’abbattimento degli alberi.
Parallelamente, emerge il retroscena di un evidente “corto circuito” amministrativo tra i settori Ambiente, Lavori Pubblici e Urbanistica. La divergenza di vedute ha innescato un’accesa discussione all’interno della giunta comunale, sollevando interrogativi sulla gestione del verde pubblico e sulla comunicazione interna tra i vari uffici.
Nonostante la gravità dell’accaduto e la veglia funebre organizzata nottetempo dai cittadini sui ceppi abbattuti, dai corridoi di Palazzo di Città trapela che non sono previste conseguenze dirette per i responsabili:
“non salteranno teste”.
La polemica, però, resta apertissima.
