Tre giorni per la versione ufficiale.
Il caso dell’abbattimento dei tigli in via Rosato continua a scuotere la politica lancianese.
Il consigliere di minoranza Giacinto Verna che punta il dito contro l’amministrazione Paolini.
Per l’ex assessore ai Lavori pubblici, il ritardo di tre giorni nella comunicazione ufficiale sull’accaduto testimonia
una giunta “allo sbando”,
vittima di un palese corto circuito tra gli assessorati.
Verna evidenzia il paradosso di una maggioranza che ha offerto tre versioni contrastanti: dallo smarrimento di chi dichiara di non saperne nulla — pur avendo votato il progetto — alle colpe riversate sulla precedente giunta Pupillo, fino alla definitiva rivendicazione dell’opera.
“Il progetto ha data, nome e cognome”,
tuona Verna, respingendo la tesi del sindaco secondo cui i vincoli di altezza della variante al PRG del 2018 avrebbero costretto a costruire tre palazzine. Per il consigliere, si tratta di una scelta precisa: l’amministrazione si sarebbe lasciata ingolosire dalle opere di urbanizzazione, senza però approfondire le conseguenze ambientali.
“Non siamo contro la rigenerazione urbana — precisa Verna — ma con le giuste soluzioni tecniche lo scempio si poteva evitare”.
Il consigliere accusa la giunta di guardare costantemente allo specchietto retrovisore per giustificare i propri ritardi e insuccessi,
priva di una vera visione futura per la città.
Invece di fermare o rimodulare un piano ritenuto non più rispondente al pubblico interesse, la maggioranza avrebbe preferito proseguire, sacrificando il verde sull’altare di una visibilità politica cercata a ogni costo.

