La lettera aperta.
I quindici comuni dell’Aventino-Medio Sangro sollecitano Regione e ASL sulle 72 ore di specialistica promesse a Casoli, Lama e Torricella. Si chiedono dati certi e soluzioni immediate contro i continui disagi dei cittadini.
I sindaci dei quindici comuni del comprensorio Aventino-Medio Sangro – Casoli, Altino, Roccascalegna, Sant’Eusanio del Sangro, Taranta Peligna, Torricella Peligna, Montenerodomo, Fara San Martino, Gessopalena, Palena, Lama dei Peligni, Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Lettopalena e Palombaro – denunciano le gravi criticità della sanità territoriale e scendono sul piede di guerra.
Con una nota formale indirizzata ai vertici della Regione Abruzzo, alla Direzione Generale della ASL Lanciano-Vasto-Chieti e agli organi competenti,
i primi cittadini chiedono un aggiornamento immediato e trasparente sullo stato di attuazione dei servizi promessi.
Alla base della protesta c’è il forte contrasto tra gli impegni assunti dalle istituzioni e la realtà quotidiana vissuta dai circa 20 mila residenti dell’area. Durante l’incontro del 15 settembre scorso, a Pescara, la ASL e la Regione avevano infatti presentato un dettagliato piano d’azione aziendale, fondato sulle delibere 1387 e 1388 firmate a fine agosto e con i relativi bandi pubblicati il 1° settembre. Quel programma prometteva una vera e propria svolta:
portando la specialistica da 150 a oltre 220 ore settimanali complessive attraverso l’introduzione di 72 ore aggiuntive di visite mediche.
Il piano annunciato prevedeva 60 ore in più a settimana per la Casa della Comunità Hub di Casoli, portando la struttura da 116 a 176 ore e integrando 8 discipline del tutto assenti psichiatria, dermatologia, reumatologia, ginecologia, neurologia, chirurgia vascolare, fisiochinesiterapia e geriatria RSA oltre al raddoppio della pneumologia. Contemporaneamente, l’accordo fissava l’attivazione della dermatologia con 6 ore settimanali sia nello Spoke di Lama dei Peligni che nel punto di erogazione di Torricella Peligna, accanto all’aumento da 15 a 20 radiografie al giorno a Casoli e all’integrazione con la rete di emergenza 118 h24 e la medicina di base.
Ad oggi, però, quelle promesse rischiano di rimanere soltanto su carta.
Le procedure per l’assegnazione degli incarichi si sono impantanate a causa delle forti difficoltà nel reperimento dei medici specialisti. Per le amministrazioni locali questo stallo operativo è inaccettabile: la carenza di personale non può tradursi nel permanere di carenze assistenziali croniche a danno delle comunità dell’entroterra. I cittadini continuano infatti a sobbarcarsi faticosi spostamenti verso altri presidi per potersi curare.
I sindaci esigono risposte immediate e dati certi in vista della visita dell’assessore regionale alla Salute annunciata entro la fine di novembre. Chiedono l’elenco esatto delle ore e delle prestazioni assegnate, l’indicazione dei servizi ancora al palo e le soluzioni alternative della ASL per garantire le coperture mancanti, unitamente a verifiche sulla rete di emergenza-urgenza e sui medici di medicina generale.
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