Non ha partecipato allo scontro.
È scattato l’arresto per un uomo di 42 anni,
a seguito della violenta rissa che, lo scorso sabato 27 giugno, ha scosso il quartiere Santa Rita di Lanciano.
Sebbene non abbia preso parte attiva allo scontro, l’uomo è finito in carcere per aver violato gli arresti domiciliari. Dopo essere stato allertato dell’aggressione subita in via Sigismondi dalla moglie e due figli, si è precipitato in strada, perdendo così il beneficio della misura alternativa di cui godeva.
L’episodio, che ha coinvolto due nuclei familiari rom rivali, residenti nello stesso rione, ha portato all’identificazione dei partecipanti:
tre componenti di una famiglia, madre e due figli, e una decina dell’altra.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la tensione sarebbe nata per futili motivi sulla Costa dei Trabocchi, dalla mattinata trascorsa al mare è culminata nel tardo pomeriggio in via Sigismondi, con l’escalation che ha visto anche l’investimento di una donna (moglie dell’arrestato).
Sul fronte legale, la situazione rimane fluida: madre e due figli refertati al Pronto soccorso cittadino con lesioni lievi, valutano ancora se sporgere querela. Dall’altra parte, il gruppo rivale — composto da una decina di persone, tra cui un minorenne — avrebbero agito per legittima difesa, aggrediti sotto casa.
Le indagini sono state eseguite dal Commissariato di Pubblica sicurezza di Lanciano, anche sulla base del video di 52 secondi filmato da un residente durante lo scontro. Gli atti trasmessi alla Procura di Lanciano e a quella per i minorenni dell’Aquila.
Nessun provvedimento è stato ancora emesso dall’autorità giudiziaria,
i rispettivi legali sono in attesa delle decisioni della magistratura.
Dalle immagini divenute virali in meno di 48 ore dai fatti, si potrebbero ipotizzare i reati di rissa aggravata con uso di armi improprie, bastoni e un martello, lesioni personali fino al tentato omicidio.
Intanto, il sindaco Filippo Paolini ha invocato un intervento risolutivo, mentre i Carabinieri hanno intensificato i pattugliamenti per riportare ordine e sicurezza in un quartiere dove, negli ultimi otto mesi, si è registrato il quinto grave episodio di violenza.

