E via Spaventa diventa caso politico.
A Lanciano la gestione della sosta attorno alla nuova Casa di Comunità della Asl provinciale di via Spaventa si trasforma in un caso politico cittadino.
Quello che pochi giorni fa il Tgmax aveva documentato come un disagio logistico per i residenti, oggi assume i contorni di uno scontro tra minoranza e amministrazione Paolini.
Il consigliere comunale Leo Marongiu parla apertamente di
“pasticcio” targato sindaco Paolini ed ex manager Asl Schael,
denunciando la totale assenza della logistica promessa per i servizi alla ex sede della Asl lancianese. Secondo Marongiu, l’edificio accanto, denominato ex Eca, rimane una “scatola vuota”, un’incompiuta figlia di una permuta senza finanziamenti che grava sulle spalle dei quartieri Civitanova e Sacca.

Mentre si attende da anni l’avvio del parcheggio delle Ripe, con il mastodontico ascensore che ad oggi resta una cattedrale nel deserto, anche se i lavori sono compiuti da mesi, i residenti devono fare i conti con una segnaletica “fantasma” in via Garibaldi e situazioni paradossali in largo dell’Appello.
Proprio qui, infatti, dopo le proteste, l’amministrazione ha fatto retromarcia.
Lo stallo per persone con disabilità, precedentemente inghiottito da un cantiere edile, è stato spostato sul lato opposto del parcheggio. Tuttavia, il rimedio sembra diventato vittima degli incivili: nel nuovo stallo i residenti stessi hanno segnalato e documentato al Tgmax la sosta selvaggia di auto senza regolare contrassegno, mentre l’area recintata del cantiere, che dovrebbe ospitare mezzi d’opera, ospita solitamente un SUV. Come se non bastasse, un camioncino occupa un altro stallo all’esterno del recinto.

“Ma allora non è cambiato nulla?”, si chiedono i residenti.
La sensazione è quella di un gioco delle tre carte sulla pelle dei cittadini più fragili. Marongiu incalza: l’amministrazione pretenda dalla Regione Abruzzo il rispetto degli impegni per l’ex Eca, anziché collezionare locali ristrutturati senza finalità, dalla Fiera a largo San Giovanni.
Nel frattempo, tra strisce sbiadite e cantieri-parcheggio, il quartiere resta ostaggio del caos e di diritti negati.

